| Tommaso Cascella |
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E' nato a Roma il 10 luglio del 1951 dove vive e lavora.
E' un pittore nuovo per la totale libertą dall'idea
evoluzionistica legata all'avanguardia.
Le sue opere assumono una loro intrinseca fisicitą dove
il colore č di per sč forma e rappresentazione.
L'indagine artistica di Tommaso Cascella non ha bisogno
della natura o di qualunque altro riferimento esterno,
ma assume una propria autonomia strutturale.
Questo permette ad ogni opera di contenere l'essenza
primaria della pittura in un sovrapporsi continuo di
elementi dove ferro, colla, terre, carboncino, ceramica,
legno o qualunque altro materiale puņ convivere dialetticamente
entrando in una dimensione sinergica con lo spazio.
In qualunque modo le si osservi, dunque, le composizioni
di Cascella sono, prima di tutto, oggetti che vivono
una vita propria, sempre in bilico tra scultura e pittura,
intese come due facce di una stessa medaglia.
Ciascun linguaggio contiene l'altro e non puņ farne
a meno all'interno di una ricerca che, solo all'apparenza,
č riconducibile ai canoni tradizionali.
Nel corso del tempo, l'artista romano č riuscito a conquistarsi
quella libertą che gli consente oggi di viaggiare indisturbato
nei terreni della memoria citando, quasi con civetteria,
gli artisti che pił ha amato, da Mark Rathko a Osvaldo
Licini; da Alberto Giacometti a Pul Klee, senza mai
perdere la sua forte identitą.
Come un padrone di casa particolarmente generoso, Cascella
ospita tutti, non consentendo, perņ a nussuno di scalfire
il nucleo primario ed arcano della sua ricerca intimista
che ha il grande privilegio di osservare il caos del
quotidiano con consapevole ironia, presentando un'opera
nello stesso tempo artistica e metartistica.
I dipinti di Cascella (li chiamiamo dipinti per pura
comoditą, visto che incombono sempre elementi tridimensionali)
non hanno nč inizio nč fine; nč alto nč basso; nč centro
nč periferia e vanno colti nella loro totalitą come
luoghi della pittura, come spazi della mente in grado
di modificarsi di fronte allo sguardo complice di chi
li osserva.
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