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Notizie d'Arte
11 aprile 2016
Christie’s Milan: 13.592.760€. Nuovo record per Tano Festa a 517 mila €

Milan Modern and Contemporary, Christie’s, Milano, 5 aprile 2016
Solo quattro lotti
– una combustione di Burri, un Trovatore di de Chirico, un volume della Dadamaino e un Concetto Spaziale di Fontana – hanno fatto perdere a Christie’s Milan la sfida con se stessa.

Invece la sessione di oggi – che inaugura le due settimane calde meneghine tra miart e design week – si è conclusa con oltre il 9o% di venduto e un totale di 13.592.760 euro per 49 lotti offerti, di cui uno ritirato (Balla) e -come detto- tre invenduti. Contro i 18.283.650 euro dei 47 lotti del catalogo di aprile 2015.

La serata è stata leggermente agitata. Un mormorio di fondo ha fatto da colonna sonora ai colpi di martello dell’auctioneer Renato Pennisi, Direttore e Senior specialist di Christie’s Italia, che a conclusione dell’asta ha dichiarato: "Siamo particolarmente contenti per i nuovi record che sono stati stabiliti per artisti come Tano Festa. Si continua a riscontrare un nuovo interesse per l’arte italiana di qualità. Su tutti i livelli, sia localmente e internazionalmente"

La notizia della serata è proprio il nuovo record mondiale realizzato da Tano Festa con Via Veneto 2 del 1961, anno in cui l’artista comincia a sostituire le strisce di carta che scandiscono verticalmente i suoi quadri con strisce di legno.

L’opera, di grandi dimensioni, era presentata a 60/90 mila euro. Ma dopo una lunga serie di rilanci si è fermata a 410 mila euro di hammer price. Che sono diventati €517,800 con i diritti.

Prezzo che ha letteramente spazzato via il recentissimo record di novembre 2015 di 177 mila euro, realizzato sempre da un martelletto italiano (da Sotheby’s) per “Al livello del mare” del 1965. A riprova dell’interesse degli ultimi tempi dei collezionisti per la scuola pop romana, non più solo a livello internazionale (Tano Festa e Mario Schifano sono presenti sulle piazze straniere).




 

 





Tano Festa (1938-1988) Via Veneto 2 titolo, firma, data e dedica "Via Veneto" 2 Tano Festa giugno 1961 dedicato a Toti Scialoja (sul retro) legno, carta e tempera su tela cm 149,7x179,7 Eseguito nel 1961 Opera registrata presso l'Archivio Tano Festa, Roma, n. 61150/K155, come da autentica su fotografia Price Realized €517,800 Set Currency ($590,525) Estimate €60,000 - €90,000 ($68,427 - $102,640)



Diversi lotti a seguire hanno sorpassato le stime. Anche gli habitué delle piazze internazionali come Castellani, Bonalumi, Scheggi o Manzoni hanno superato le aspettitave.

Da notare come il pubblico meneghino di Palazzo Clerici ami sempre Fausto Melotti e Lucio Fontana.
Già la prima opera del maestro dello Spazialismo in catalogo, un Teatrino del 1965, ha fatto €328,800 ma stimava €120,000 – €180,000. Il concetto spaziale (4 tagli su blu) del 1966 con l’iscrizione sul retro “Dove arriveremo con l’arte?” è stato aggiudicato a €1,135,200 (st. 600/900 mila), una cifra non molto lontana dal top price della serata di € 1,387,200 della Mappa di Alighiero Boetti.

E ancora, il Crocifisso in ceramica policroma è arrivato a 593.400 euro e, quasi a richiamo della design week in arrivo, si è combattuto molto tra sala e telefoni per due applique – sempre in ceramica policroma: presentate come due lotti separati ma provenienti dalla stessa collezione privata milanese (un dono di nozze di Fontana nel 1949 alla famiglia del venditore) stasera hanno preso strade diverse. Stimate entrambe 30/40 mila euro, sono state vendute per 61.680 e 76.800 euro.

La piccola scultura in oro di Fausto Melotti “Le scale di Giacobbe” firmata e numerata Melotti 1/3 realizzata nel 1973 in una edizione di 3 esemplari + 1 prova d’artista, nella stessa collezione dal 1976, era presentata in catalogo a una stima di 60/80 mila euro. Bid dopo bid, è stata venduta a un compratore al telefono per 152.400 euro. Anche il grande gesso del 1978, una scultura di un gruppo di sette noto come I Sette Savi, da 80 mila euro è arrivata a 350 mila.

La piccola scultura in oro di Fausto Melotti “Le scale di Giacobbe” firmata e numerata Melotti 1/3 realizzata nel 1973 in una edizione di 3 esemplari + 1 prova d’artista, nella stessa collezione dal 1976, era presentata in catalogo a una stima di 60/80 mila euro. Bid dopo bid, è stata venduta a un compratore al telefono per 152.400 euro. Anche il grande gesso del 1978, una scultura di un gruppo di sette noto come I Sette Savi, da 80 mila euro è arrivata a 350 mila.

Chiara Faglia - www.artslife.com

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