|
Con un complesso trattamento analitico di immagini digitali ad alta
risoluzione, un'equipe del Dartmouth College di Hanover nel New Hampshire
è riuscita ad autenticare pitture, disegni e stampe. La prova
è stata fatta su tredici dipinti del Cinquecento: il programma
messo a punto dai ricercatori americani ha riconosciuto subito che otto
tele erano sicuramente da attribuire a Pieter Brueghel il Vecchio (1525-1569),
e ha scartato le altre cinque in quanto imitazioni. E il responso del
computer è risultato in perfetta sintonia con il parere dato
su quelle opere, in epoche diverse, dai maggiori esperti del mondo.
Ma la nuova tecnica ha fatto anche di più: di fronte alla "Madonna
con Bambino" di Pietro Vannucci, detto il Perugino (1450-1523),
ha stabilto, analizzando le immagini, che solo una parte del quadro
è stata dipinta dal maestro; il resto è opera di tre apprendisti.
Per cogliere gli elementi caratteristici di un pittore, il modo di dipingere
che lo rende inconfondibile, il gruppo americano, fa lo scanner del
dipinto originale e poi applica una tecnica che va sotto il nome di
wavelets (piccole onde). Ricorda un po' le tecniche usate per alcuni
formati di compressione delle immagini. Si comincia con il codificare
que
lla che è una forma macroscopica, per esempio l'ovale di un
viso; poi si rappresenta la differenza
fra l'ovale e il profilo del viso, e così
via, in modo che a ogni set la rappresentazione
si arricchisca di nuove informazioni.
Ma la novità è che l'immagine
da analizzare viene scomposta in tante
sotto-immagini, su scale diverse e con
diversi orientamenti, fa sapere Hany Farid,
che insieme con Daniel Rockmore e Siwei
Lyu lavora ai Departments of computer
science and mathematics del Dartmouth
college e con loro ha firmato un articolo
pubblicato la settimana scorsa dalla rivista
Pnas, «Proceedings of the National
Academy of Science» di questa settimana.
Le frazioni di immagini che risultano
da questo lavoro di scomposizione vengono
poi analizzate in un complesso modello
matematico-statistico. «E' così
che possiamo mettere in luce concordanze
e discordanze con le altre pitture prese
in esame», dice Farid. Un dipinto
contraffatto può essere facilmente
percepito come simile al quadro originale
ma le tecniche matematico-statistiche
sono in grado di rivelare le più
sottili differenze nei tratti.
Questo speciale trattamento analitico
delle immagini digitali potrebbe essere
considerato un erede molto evoluto della
grafologia scientifica e degli studi sulla
calligrafia. «Ma con il nuovo programma
possiamo catturare la forma estetica dell'artista,
nascosta fra le linee e le curve della
sua pittura. Diciamo pure che ci avviciniamo
molto a definire quello che è lo
stile del pittore», annuncia l'équipe
americana.
Con varie metodiche si è tentato
finora di scoprire le contraffazioni nell'arte.
Ci si basa sull'esperienza e sull'occhio
clinico dei grandi conoscitori. Ma sono
le moderne tecniche scientifiche a rendere
più efficace la lotta ai falsi
nella pittura. Con i raggi X, con la riflettografia
a raggi infrarossi si può scoprire
se sotto un dipinto ce n'è un altro,
e raccogliere informazioni sull'origine
del primo.
Un altro approccio consiste nell'analizzare
i colori usati dall'artista e le sostanze
che si ritrovano sulla superficie della
tela. L'affare dei falsi Vermeer, dipinti
nel secolo scorso da Han van Meegeren,
è stato risolto definitivamente
con metodi fisici e matematici. La via
d'uscita è stata trovata ricorrendo
alla datazione dei quadri in base all'isotopo
di piombo. «Un'elementare applicazione
delle equazioni differenziali permette
di chiudere la questione confrontando
l'attuale contenuto di isotopo di piombo
con la quantità di isotopo che
avrebbe dovuto presentare una tela dipinta
dal pittore olandese. Il caso dimostra
quanto sia decisivo l'aiuto della matematica
e dell'information technology nei metodi
di autenticazione», dice Hany Farid.
Per esempio, l'analisi frattale dei dipinti
di Jackson Pollock (1912-1956), compiuta
al Dartmouth College ha rivelato un rapporto
"molto interessante" tra l'evoluzione
dell'estetica di Pollock e dei suoi dipinti
"dripping" (sgocciolature di
colore) e la dimensione frattale del suo
lavoro. «Abbiamo scoperto che prorpio
la geometria frattale può aiutarci
ad autenticare Pollock».
E' terreno di frontiera l'autenticazione
delle opere di pittura per mezzo dell'information
technology. Ma l'équipe del Dartmouth
College non intene proporre la nuova formula
come tecnica unica in questo delicato
campo. Usata in sinergia con le altre
metodiche accrescerà fortemente
la possibilità di risolvere accanite
controversie artistiche, legali e finanziarie
sull'autenticità di opere d'arte.
Specie quando si tratta di autenticare
pitture moderne, alle quali difficilmente
possono applicarsi tecniche di laboratorio.
Luigi dell'Aglio, Il Sole 24 Ore
|