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Notizie d'Arte
23 dicembre 2004
La matematica rivela il tocco d'artista
Capolavori del Perugino e di Brueghel il Vecchio sono stati autenticati con la comparazione statistica delle frazioni dei dipinti
Tecniche sempre più perfezionate come la datazione dei colori usati e i raggi X facilitano la valutazione degli esperti

Con un complesso trattamento analitico di immagini digitali ad alta risoluzione, un'equipe del Dartmouth College di Hanover nel New Hampshire è riuscita ad autenticare pitture, disegni e stampe. La prova è stata fatta su tredici dipinti del Cinquecento: il programma messo a punto dai ricercatori americani ha riconosciuto subito che otto tele erano sicuramente da attribuire a Pieter Brueghel il Vecchio (1525-1569), e ha scartato le altre cinque in quanto imitazioni. E il responso del computer è risultato in perfetta sintonia con il parere dato su quelle opere, in epoche diverse, dai maggiori esperti del mondo.
Ma la nuova tecnica ha fatto anche di più: di fronte alla "Madonna con Bambino" di Pietro Vannucci, detto il Perugino (1450-1523), ha stabilto, analizzando le immagini, che solo una parte del quadro è stata dipinta dal maestro; il resto è opera di tre apprendisti. Per cogliere gli elementi caratteristici di un pittore, il modo di dipingere che lo rende inconfondibile, il gruppo americano, fa lo scanner del dipinto originale e poi applica una tecnica che va sotto il nome di wavelets (piccole onde). Ricorda un po' le tecniche usate per alcuni formati di compressione delle immagini. Si comincia con il codificare que

lla che è una forma macroscopica, per esempio l'ovale di un viso; poi si rappresenta la differenza fra l'ovale e il profilo del viso, e così via, in modo che a ogni set la rappresentazione si arricchisca di nuove informazioni.
Ma la novità è che l'immagine da analizzare viene scomposta in tante sotto-immagini, su scale diverse e con diversi orientamenti, fa sapere Hany Farid, che insieme con Daniel Rockmore e Siwei Lyu lavora ai Departments of computer science and mathematics del Dartmouth college e con loro ha firmato un articolo pubblicato la settimana scorsa dalla rivista Pnas, «Proceedings of the National Academy of Science» di questa settimana.
Le frazioni di immagini che risultano da questo lavoro di scomposizione vengono poi analizzate in un complesso modello matematico-statistico. «E' così che possiamo mettere in luce concordanze e discordanze con le altre pitture prese in esame», dice Farid. Un dipinto contraffatto può essere facilmente percepito come simile al quadro originale ma le tecniche matematico-statistiche sono in grado di rivelare le più sottili differenze nei tratti.
Questo speciale trattamento analitico delle immagini digitali potrebbe essere considerato un erede molto evoluto della grafologia scientifica e degli studi sulla calligrafia. «Ma con il nuovo programma possiamo catturare la forma estetica dell'artista, nascosta fra le linee e le curve della sua pittura. Diciamo pure che ci avviciniamo molto a definire quello che è lo stile del pittore», annuncia l'équipe americana.
Con varie metodiche si è tentato finora di scoprire le contraffazioni nell'arte. Ci si basa sull'esperienza e sull'occhio clinico dei grandi conoscitori. Ma sono le moderne tecniche scientifiche a rendere più efficace la lotta ai falsi nella pittura. Con i raggi X, con la riflettografia a raggi infrarossi si può scoprire se sotto un dipinto ce n'è un altro, e raccogliere informazioni sull'origine del primo.
Un altro approccio consiste nell'analizzare i colori usati dall'artista e le sostanze che si ritrovano sulla superficie della tela. L'affare dei falsi Vermeer, dipinti nel secolo scorso da Han van Meegeren, è stato risolto definitivamente con metodi fisici e matematici. La via d'uscita è stata trovata ricorrendo alla datazione dei quadri in base all'isotopo di piombo. «Un'elementare applicazione delle equazioni differenziali permette di chiudere la questione confrontando l'attuale contenuto di isotopo di piombo con la quantità di isotopo che avrebbe dovuto presentare una tela dipinta dal pittore olandese. Il caso dimostra quanto sia decisivo l'aiuto della matematica e dell'information technology nei metodi di autenticazione», dice Hany Farid. Per esempio, l'analisi frattale dei dipinti di Jackson Pollock (1912-1956), compiuta al Dartmouth College ha rivelato un rapporto "molto interessante" tra l'evoluzione dell'estetica di Pollock e dei suoi dipinti "dripping" (sgocciolature di colore) e la dimensione frattale del suo lavoro. «Abbiamo scoperto che prorpio la geometria frattale può aiutarci ad autenticare Pollock».
E' terreno di frontiera l'autenticazione delle opere di pittura per mezzo dell'information technology. Ma l'équipe del Dartmouth College non intene proporre la nuova formula come tecnica unica in questo delicato campo. Usata in sinergia con le altre metodiche accrescerà fortemente la possibilità di risolvere accanite controversie artistiche, legali e finanziarie sull'autenticità di opere d'arte. Specie quando si tratta di autenticare pitture moderne, alle quali difficilmente possono applicarsi tecniche di laboratorio.

Luigi dell'Aglio, Il Sole 24 Ore

 
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