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Notizie d'Arte
3 gennaio 2006
Tagli alla cultura ed agli enti locali? Bologna non si lamenta e rilancia. Così…

Dopo le discusse misure sull’immigrazione (il famoso divieto per i lavavetri) la Bologna di Sergio Cofferati si conferma un laboratorio politico e amministrativo da tener d’occhio. L’ultima trovata –questa volta scaturita dal tandem del “cinese” con Angelo Guglielmi, assessore alla cultura- riguarda i musei comunali.
L’ex capo della CGIL ha deciso con una delibera della giunta felsinea la totale gratuità per l’ingresso alle quarantadue strutture museali di proprietà del municipio. E si va dalla famosa Pinacoteca Nazionale alla Gam, la prima Galleria comunale d’arte contemporanea d’Italia, attualmente diretta da Gianfranco Maraniello (che avendo una propria autonomia potrebbe però venire esclusa); dal Museo del Patrimonio Industriale al Civico Archeologico. Il provvedimento –dopo l’avallo del consiglio comunale- potrebbe porre il capoluogo emiliano sullo stesso livello di città come Washington e Londra, dove non è dovuto un soldo per entrare a Tate o National Gallery.
I vantaggi? “Innanzitutto” afferma Guglielmi interpellato da Il Resto del Carlino “risparmiamo sui servizi di biglietteria che spesso costano di più di quanto incassano; inoltre studiando i flussi abbiamo ridotto e rimodellato gli orari di apertura con ulteriori risparmi”. Ma il vantaggio maggiore è, per Bologna, porsi come pioniere di una nuova strategia culturale che esuli dalla patetica lagna e dalla reiterata questua verso Roma per ottenere finanziamenti che Roma non può giocoforza concedere.
Perché se è vero come è vero che la stragrande percentuale dei musei pubblici hanno dei servizi di ingresso che costano più di quanto incassano (naturalmente non è in discussione la biglietteria agli Uffizi, agli Scavi di Pompei e nelle poche altre strutture che ‘rendono’), che senso ha mantenere questo filtro? Perché non proporre ingressi gratuiti a strutture (è un proposta rilanciata da Vittorio Sgarbi, dalle colonne de Il Giornale) come la Pinacoteca di Ferrara, dove il mancato incasso di poche migliaia di visitatori all’anno potrebbe essere coperto senza sforzo alcuno da qualsiasi sponsor locale (banche, camere di commercio, aziende…)? Un vantaggio per i cittadini, ed un volano per un turismo bisignosissimo di rilancio. A Bologna la sperimentazione inizierà da Aprile. Sempre che i soliti critici di Sergio Cofferati non perdano un’altra volta l’occasione di star zitti.


Per ulteriori informazioni:
www.exibart.com

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