Dopo le discusse misure sull’immigrazione
(il famoso divieto per i lavavetri) la
Bologna di Sergio Cofferati si conferma
un laboratorio politico e amministrativo
da tener d’occhio. L’ultima
trovata –questa volta scaturita
dal tandem del “cinese” con
Angelo Guglielmi, assessore alla cultura-
riguarda i musei comunali.
L’ex capo della CGIL ha deciso con
una delibera della giunta felsinea la
totale gratuità per l’ingresso
alle quarantadue strutture museali di
proprietà del municipio. E si va
dalla famosa Pinacoteca Nazionale alla
Gam, la prima Galleria comunale d’arte
contemporanea d’Italia, attualmente
diretta da Gianfranco Maraniello (che
avendo una propria autonomia potrebbe
però venire esclusa); dal Museo
del Patrimonio Industriale al Civico Archeologico.
Il provvedimento –dopo l’avallo
del consiglio comunale- potrebbe porre
il capoluogo emiliano sullo stesso livello
di città come Washington e Londra,
dove non è dovuto un soldo per
entrare a Tate o National Gallery.
I vantaggi? “Innanzitutto”
afferma Guglielmi interpellato da Il Resto
del Carlino “risparmiamo sui servizi
di biglietteria che spesso costano di
più di quanto incassano; inoltre
studiando i flussi abbiamo ridotto e rimodellato
gli orari di apertura con ulteriori risparmi”.
Ma il vantaggio maggiore è, per
Bologna, porsi come pioniere di una nuova
strategia culturale che esuli dalla patetica
lagna e dalla reiterata questua verso
Roma per ottenere finanziamenti che Roma
non può giocoforza concedere.
Perché se è vero come è
vero che la stragrande percentuale dei
musei pubblici hanno dei servizi di ingresso
che costano più di quanto incassano
(naturalmente non è in discussione
la biglietteria agli Uffizi, agli Scavi
di Pompei e nelle poche altre strutture
che ‘rendono’), che senso
ha mantenere questo filtro? Perché
non proporre ingressi gratuiti a strutture
(è un proposta rilanciata da Vittorio
Sgarbi, dalle colonne de Il Giornale)
come la Pinacoteca di Ferrara, dove il
mancato incasso di poche migliaia di visitatori
all’anno potrebbe essere coperto
senza sforzo alcuno da qualsiasi sponsor
locale (banche, camere di commercio, aziende…)?
Un vantaggio per i cittadini, ed un volano
per un turismo bisignosissimo di rilancio.
A Bologna la sperimentazione inizierà
da Aprile. Sempre che i soliti critici
di Sergio Cofferati non perdano un’altra
volta l’occasione di star zitti.
Per ulteriori informazioni:
www.exibart.com