Nato
a Catanzaro il 7 ottobre 1918, Mimmo Rotella,
uno degli artisti italiani più
fondamentali del Novecento, uno tra i
più riconosciuti all'estero, uno
tra i più inseriti nella scena
artistica dei suoi anni, è morto
a Milano - all'ospedale Fatebenefratelli
- per un cancro.
Immediatamente alle spalle del tridente
formato da Piero Manzoni, Alberto Burri
e Lucio Fontana, Rotella è uno
dei maestri di quell'arte che - alla fine
degli anni Cinquanta ed all'inizio dei
Sessanta - simboleggiava nel settore delle
icone e delle immagini il portentoso boom
economico italiano. Un'arte che guardava
senza inibizione alcuna alla pubblicità,
al progresso, al benessere e al consumismo.
Mimmo Rotella studia a Napoli dove consegue
la maturità alla locale Accademia
di Belle Arti. Si trasferisce a Roma già
nel 1945, abiterà nella sua vita
poi negli Stati Uniti, a Parigi ed in
fine a Milano. La prima personale nella
Capitale risale al 1951, due anni dopo
la sua invenzione della poesia fonetica
epistaltica. Ma furono proprio i muri
della Roma degli anni del boom, pieni
di manifesti e di locandine, ad ispirare
la forma d'arte che lo ha reso celebre
(e imitatissimo) nel mondo: il decollage.
Disse Emilio Villa che i decollage erano
"la scoperta di uno spazio nuovo
rispetto al collage cubista". In
realtà un'arte proto pop che anticipò
la pop art propriamente intesa.
Questa sua ricerca fu contestualizzata
poi da Pierre Restany (scomparso nel 2003)
che lo inserì nel gruppo dei
Nouveaux Réalistes con Arman, Cesar,
Christo, Deschamps, Dufrene, Hains, Yves
Klein, Martial Raysse, Niki de Saint-Phalle,
Spoerri, Tinguely e Villegle. Un'altra
corrente che Rotella perseguì -
alla metà degli anni Sessanta -
fu inoltre quella della Mec-Art (foto).
Ultima curiosità. Nel 1996 un opening
di una sua mostra è il primo vernissage
artistico ad essere trasmesso online su
internet. All'avanguardia dal '46 al '96.
È morto uno dei più indiscutibili
interpreti dell'arte italiana del dopoguerra.
Per ulteriori informazioni:
www.exibart.com