GalleryLady

È il luogo di incontro online&onsite per appassionati d’arte

Eventi & Mostre

Da più di 25 anni organizziamo eventi artistici,
culturali e mostre d’arte

"... in galleria ho trovato l’Anna Rosa Callegari, con i suoi occhi ipnotici che ti scrutano, la pelle bianca bianca, i capelli rossi, e ho pensato a lei come a una farfalla notturna che si posa su un fiore. La sua galleria è un piccolo miracolo, un piccolo gesto di coraggio, in un piccolo paese. Perché ci vuole coraggio, non scherzo, a fare gli artisti in un borgo di periferia. Perché non sei incasellabile, non sei facilmente decodificabile. Ma credo che l'arte, quella vera, nel senso che sta vicina alla verità della gente, trovi sempre posti insoliti e impervi dove nascere. Altrimenti non sarebbe tale."
Caterina Cavina (scrittrice)

Parliamo di...

Stefano W. Pasquini

Progetto per Selvatico  - 

“Il fantasma della follia, dell’ossessione, gravita attorno ai creativi da sempre. È un fuoco alle volte assopito che ogni tanto ha bisogno di uscire. Ho progettato questo mio intervento all’interno di Selvatico con la consapevolezza che entrare nelle “mie” stanze significa avvicinarsi non al mio mondo esteriore – fatto di tanti impegni istituzionali e non, e soprattutto cose pratiche che non interessano a nessuno – ma a quanto frulla nella mia testa durante questi impegni. Porto fuori il cane e penso al fatto che nel 2012 sono state scattate più fotografie che dall’inizio della fotografia al 2011. Sarà una bufala? In ogni caso rende l’idea di quello che può essere – anche solo potenzialmente – la creatività collettiva. Potrebbe questa energia creativa essere incanalata in qualcosa di alto, di ampio, di grosso? Chissà. Torno dalla passeggiata col cane, due telefonate mi interrompono mentre impagino con InDesign l’ennesima grafica urgentissima per l’Accademia Albertina. Questo non ha nulla a che fare con i miei interessi, mentre il cervello pensa alle pennellate di Rubens, da poco viste all’Hermitage di San Pietroburgo, alle volte così fluide da rasentare la colatura. La colatura, Rubens! Parto sempre dal presupposto che la pittura non interessi più a nessuno, ma che il nostro gesto anacronistico sia comunque una delle cose più importanti del nostro fare. La pittura è bellissima, sottolinea Elena Hamerski in una sua sorta di azione artistica che implica attaccare in giro questa frase. Mentre portavo fuori il cane l’ho attaccata davanti a casa mia.

Ludovico Ariosto non c’entra niente con Cotignola, ma le stanze di Palazzo Pezzi si addicono bene alla sua personalità. Del resto la sua casa a Ferrara ha un’architettura simile. Dunque nelle prime stanze presento un Ariosto-Non-Ariosto che guarda avanti scimmiottando un ritratto di Tiziano che poi non si è mai capito se fosse Ariosto oppure no. Attorno a lui, sette donne. Le donne di Ludovico Ariosto. Alcune reali (la madre, la moglie, l’amante, neanche fosse un film con Lino Banfi) altre inventate (da lui: Bradamante, Angelica). Chi è chi lo decidete voi?

Nella terza stanza c’è la luna. La luna su cui Astolfo ritrova il senno di Orlando, che brulica di memorie, di energia e di follia. La luna che ci guarda anche quando noi non stiamo guardando lei. La luna guardata da un oblò di Gianni Togni o la luna del pastore errante dell’Asia di Leopardi, o quella di una non certificata frase di Leonardo che si chiede: “La luna, la luna, ma come sta la luna?”. La luna ci guarda e guarda il nostro brulicare inutile in questa palla più grande di lei. Si sentirà all’altezza? O ci guarderà dall’alto in basso? Eppure non è tanto difficile da raggiungere, se Astolfo con quattro battiti di ali arriva e vi trova di tutto. Come qui. Nelle ultime stanze non c’è l’ampolla con il senno di Orlando, nè quella con la follia di Stefano W. Pasquini, ma un leggero brusio di confusione che invita anche te, lo spettatore, a partecipare all’installazione.”

[Continua]

Pin It on Pinterest

Share This